19/07/2008

Di Pietro Vs Berlusconi : l'enigma del consenso

Qualche tempo fà ho letto un libro molto interessante dal Titolo ,"Hitler e l'enigma del consenso" edito dalla casa editrice Laterza.

Nel testo lo storico si chiede dopo un accurata analisi,come poteva un paese che aveva conosciuto la democrazia seppure malata della Repubblica di Weimar,seguire e dare fiducia ad un rivoluzionario da osteria dal nebuloso passato,un  prodotto del disastroso epilogo della Prima Guerra Mondiale.

Grazie ad amicizie scaltre,coadiuvato da fiumi di denaro elargiti da industriali spregiudicati che vedevano nel caporale boemo e nella sua "politica dell'acciaio"il futuro delle proprie aziende,mentre tra le strade della Germania la gente viveva nel caos,Hitler salì al potere.

Con l'incendio del Reichstag tappò la bocca ai partiti d'opposizione,comunisti,socialdemocratici che vennero travolti dalle ire vendicative che lo staff dirigenziale del NSDAP nutriva in grembo dopo anni di scontri violenti per le strade della Baviera.

Usiamo una macchina del tempo comparativa e soffermiamoci ad analizzare le figure di Antonio Di Pietro e di Silvio Berlusconi,inseriamole nel tempo che stiamo vivendo,caotico con i suoi ideali infranti,dove la politica non è più passione ma opportunismo.

Antonio Di Pietro è un ex maggistrato lo sappiamo tutti,è stato l'arteficie dell'azzeramento di una classe dirigente ,disciolta negli urti ricevuti da un pool giacobino milanese,legato a partiti che nel 96,dopo quarant'anni di opposizione,entrarono a palazzo Chigi.

Nel frattempo,prima che i tazebao acquisissero incarichi ministeriali,insaporiti dalla mortadella di Prodi,un rubicondo ex manager pasticcione,arteficie dello sfascio dell'Iri con la vendita della Cirio,docente assenteista ed amico di ex ragazzi del 68 tramutati in radical chic nonchè futuro Premier,sulla devastata scena politica dei primi anni 90 arriva Berlusconi con la sua macchina elettorale.

Silvio Berlusconi è propietario all'epoca di Mediaset,possiede Il Giornale dove mette il fratello Paolo nel consiglio di amministrazione e si accaparra anche la Mondadori oltre ad essere propietario del Milan F.C.

Tutti ricordano le sue amicizie in casa socialista,le gite in barca con Bettino Craxi ripreso a poppa del lussuoso Yacht dell'imprenditore milanese, i favori al "Pentapartito",il Leviatano sviluppato negli anni 80 per consolidare il potere dei partiti dell'area centrista.

Intuisce,in quei giorni rivoluzionari,bagnati dagli insulti di un popolo caduto dalle nuvole verso gli  statisti che avevano governato il paese fino al giorno prima,che se la sinistra massimalista salisse al potere con i suoi Robespierre da Aula Magna, alla sua famiglia e alle sue aziende  potrebbe toccare la sorte accaduta ai Romanov.

Così crea dal nulla Forza Italia un movimento dove confluiscono gli esuli fuoriusciti dei partiti polverizzati dalle udienze western-spaghetti di Di Pietro.

Gli spot televisivi nelle sue televisioni dal tono maccartista  si susseguono,tutti i  volti noti a stipendio parlano di libertà contro l'oscurantismo,del futuro dei figli senza i kalashnicov del Patto di Varsavia al tempo già crollato.

Berlusconi vince le elezioni nel 94 lasciando stupiti gli avversari che corsero separati nei collegi elettorali(lo stesso errore si verificherà nel 2008).

Il povero Achille Occhetto,l'artefice delle svolta di Bologna,colui che ebbe il coraggio di coniare  l'aggettivo "democratico" per salvare  un partito agonizzante  sotto i  colpi di rimbalzo dei  martelli usati per  abbattere il  muro di Berlino,viene ostracizzato e relegato ad incarichi che diventeranno sempre più periferici,i "giovani" della Segreteria Centrale avevano bisogno di spazio,largo quindi ai Salvi,ai D'Alema,ai Fassino.

Ma la falce giustizialista e di cattivo gusto non si ferma;a Napoli mentre il Presidente Clinton passeggia per Piazza Plebiscito e gusta pizza con la maggiorata First Lady Veronica,arriva un avviso di garanzia a Berlusconi.

Dalle telecamere nazionali Il Presidente del Consiglio rende note le sue intenzioni di non dimettersi,ciò accadrà soltanto dopo lo sgambetto fatto dai leghisti e dal suo leader,l'uomo in canottiera e birra Peroni che si aggirava per i giardini della villa di Arcore tra roseti profumati e filippini in livrea.

Tornerà al potere nella XIV°Legislatura(2001-2006) e nel 2008 dopo che  un centro-sinistra fallimentare ,vittima dell'ingordigia dei partiti estremisti che per la prima volta possono abbuffarsi di incarichi ministeriali e che ha incancrenito ,grazie inoltre a Visco e a Padoa Schioppa i due zombi tassadipendenti,la credibilità propria nei confronti della base elettorale.

Mentre accadeva tutto ciò "Tonino"usciva con gesto plateale  dalla magistratura e si inventava,forse per invidia nei confronti del suo inquisito preferito, politico di professione.

Nasce "L'Italia dei valori"da un finanziamento ancora non ben chiarito,un partito dove il leader vittima del suo forte egocentrismo non lascia spazio ad un eredità futura,ad un giovane che possa fare uscire la struttura dalle briglie delle dichiarazioni da P.M. del proprio Re-Padrone.

Non si stupisca quindi Veltroni se all'  interno del PD il massimalismo è rappresentato Da Di Pietro ,che nutre odio nei confronti di chi è ricco con il rischio probabile che  potrebbe scagliarsi come un rottweiler anche contro le varie Barbara Palombelli e Alessandro Profumo frequentatori assidui del club.

Però queste sono le contraddizioni della sinistra del nuovo millennio che critica Briatore come cafone arricchito e melandrianamente balla a Malindi nella sua villa in tenuta griffata modello "ultime grida dalla Savana"dopo aver smarrito,volutamente,all'aeroporto Das Kapital..

Anche Silvio gestisce il partito a modo suo,d'altra parte la fonte di sostentamento di tutti i Circoli della Libertà e di tutto ciò che gravita attorno al suo trono esce dalle sue tasche.

Non si nota niente di parallelo tra questi due capi indiscussi?Tutti e due hanno in comune alcune caratteristiche:Di Pietro vuole potere per spaccare,Berlusconi vuole potere per proteggere,quindi il desiderio è il medesimo anche se le  finalità sono diverse.

Le due realtà politiche formate restano ancora movimenti,agganciati  a partiti e personaggi navigati nello scenario politico italiano.

Il desiderio di dittatura made in Italy è evidente  in entrambi:nell'uno guidato da uno spirito aziendalista,nell'altro da un sentimento serpeggiante di stato di polizia settecentesco livoroso ed oscurantista.

L'enigma del consenso,pervade la mente di quei pochi  italiani che bipartisanamente, non guardano i Grandi Fratelli e non partecipano ai girotondi:come possono coesistere queste sinistre figure tra le poltrone che sono state usate da Quintino Sella e Giovanni Giolitti?Proviamo a chiedercelo.

Cosa farebbe Berlusconi se non ci fosse Di Pietro e viceversa?Forse nulla...continuerebbe a dare contributi generosi alla DC e al PSI mentre Di Pietro sarebbe intento a chiede la custodia cautelare  tra "un che ci azzecca?"e un inflessione dialettale nei confronti di un povero ladro di mele extracomunitario.

Un enigma,tetro e inquietante pensare che possa esistere  un parte dell'elettorato totalmente assuefatto dalla ruffianeria intelligente,dalle promesse "ostriche e champagne"  di Silvio e dall'irruenza maleducata e grottesca di Tonino..

Welcome to political desert....

 

 

 

 

 

11:30 Scritto da: alberto652 in sfoghi | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Prima di scrivere fatti conditi da opinioni, sarebbe bene sapere quello che si scrive. Veramente un pessimo articolo.

Confodere giustizialismo e giustizia. Confondere Dittatura con rispetto della legge è l'errore più ricorrente di un popolo che ha dimenticato che la giustizia è uguale per tutti, che le leggi esistono e vanno rispettate, che fare leggi che nessuno rispetta è inutile.

Se poi chi cerca di parlare di giusto e giustizia per riportare un paese come l'Italia al vivere civile viene tacciato di giustizialismo, allora mi pare chiaro che l'intento è unico, mantenere la giustizia nel caos per poter meglio delinquere.

E se a delinquere sono proprio quelli che il caos lo creano, allora il teorema è molto più semplice di quanto vogliano far credere.

Scritto da: Informatevi | 22/08/2008

basta comunista obsoleto

Scritto da: reverenda madre | 08/10/2008

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